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DICO! Ma che dici?? (Febbraio 2007)

Come da programma (elettorale) si fa un gran parlare del riconoscimento delle coppie di fatto e subito si accendono dibattiti moral-etico-sociali sull'opportunità o meno di riconoscere (finalmente) la realtà e porre rimedio ad alcune carenze legislative.
Ho tanto la sensazione di un "déjà vue".
Ricordo analoghe battaglie sul divorzio e sull'aborto dove schiere di fondamentalisti si schieravano contro leggi "immorali" che in realtà regolavano situazioni sempre esistite ma che era più "morale" tenere nascoste. Le facciate imbiancate dei "benpensanti" coprivano drammi e privilegi, ma la morale era salva. La Sacra Rota avrebbe continuato ad annullare i matrimoni mal riusciti di pochi ricchi, ignorando la gente comune. Mammane e medici compiacenti avrebbero continuato più o meno di nascosto a far abortire gli uni e gli altri, senza regole e senza precauzioni.

Ora l'argomento è diverso, ma la scena è la stessa! Orde di bigotti (ipocriti) vogliono impedire questo riconoscimento in nome di una morale falsa e ipocrita che inneggia ai "valori cattolici" che loro sono i primi a ignorare. Guarda caso, infatti, molti dei più accaniti paladini di questa morale sono divorziati, convivono, alcuni si sono addirittura sposati con un fantasioso "rito celtico" (sic!), poi sottoscritto in comune (ma mai in chiesa)... eppure figurano come difensori della morale cattolica!!!
Non parliamo poi dei vertici della Chiesa che stanno allestendo una vera crociata contro la legge in discussione. Per carità, la Chiesa ha tutto il diritto di ribadire AI SUOI FEDELI l'obbligo di sposarsi in chiesa e di non divorziare, ma questo non può estendersi all'imporre a TUTTI di seguire la loro morale!
Ma poi di che morale si parla? Che cosa significa MORALE? Forse che se non c'è una firma su un pezzo di carta "liberi tutti!"?? Forse che l'obbligo non deriva dal proprio impegno, appunto "morale" e personale a vivere una vera unione, ma dalla sottoscrizione formale di un contratto? Che l'impegno con te stesso e verso un'altra persona non ha valore se non lo prendi davanti a un "funzionario"?? Ma che è? L'acquisto di una casa??

Sarà perché convivo da 16 anni e da 13 ho una figlia che non riesco a distinguere la differenza tra la mia FAMIGLIA e una "regolare"?
Sì, va bene, IO potrei anche sposarmi, ma che differenza fa? Perché devo sottostare alla farsa di firmare delle scartoffie, quando il mio impegno è già lì, evidente e costante, a superare le difficoltà e gli alti e bassi che tutte le coppie passano.
Alcuni degli oppositori sono al secondo o terzo matrimonio, salvo poi accanirsi contro quelli, senza morale, che "si prendono e si lasciano a piacimento e con leggerezza". Complimenti per la coerenza!

E poi in fondo non si tratta di diritti sconvolgenti. Reversibilità di contratti e pensioni, successioni, riconoscimento di assistenza reciproca. Sono normali rapporti umani tra persone, non privilegi di casta. Non mi risulta che la religione cattolica sia OBBLIGATORIA e tantomeno mi risulta che la morale cattolica debba regolare la legislazione.
Chissà perché, invece, si condanna il fatto che alcuni stati islamici applichino il Corano come legge dello Stato. QUELLI sono fanatici fondamentalisti! Noi NO?
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