
La classe politica, la società e le elezioni 2008 (Maggio 2008)
Questa volta non ho votato. La decisione l'ho presa ben prima dell'enfasi antipolitica di Grillo e (portroppo) penso di aver fatto una cosa giusta anche se penosa. Un po' come scegliere di abortire. Sono 40 anni che lotto; prima a scuola, poi sul lavoro, sempre nelle piazze... sono stanco!
In fondo ho seguito, a modo mio, le tante richieste a non dare un voto "inutile"!
Già a fine gennaio scrissi poche righe ai partiti del centrosinistra:
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La destra non mi ha mai rappresentato.
La sinistra, da tempo, cercando di non scontentare nessuno non rappresenta più nessuno.
Per decenni ho votato a "sinistra", a volte tappandomi il naso, altre volte sperando in qualcosa di meglio. Ora (da anni) in parlamento e fuori osservo solo un'indegna e improduttiva gazzarra da pollaio che non riguarda nemmeno minimamente gli interessi e i bisogni del paese, ma solo la sopravvivenza politica delle varie parti.
I parlamentari guadagnano TUTTI I MESI più di quanto io guadagno in un anno di lavoro, riservandosi privilegi che invece negano ai "comuni cittadini" (convivenze, pensioni, aumenti salariali, agevolazioni fiscali...).
Ormai non si può nemmeno più scegliere le persone da cui vogliamo essere rappresentati; si prende il "pacco" confezionato, con il nome già scritto sopra, salvo poi accorgersi, quando lo si apre, che dentro ci hanno messo 2 mattoni invece di quanto promesso... nella migliore tradizione delle truffe da strada!
BASTA! Chi governa (purtroppo) continuerà allegramente a farlo e chi siede in parlamento resterà saldamente attaccato alla poltrona e ai privilegi...
MA NON IN MIO NOME!!
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Questa è la sostanza. Nei dettagli si potrebbe scrivere per ore, ma il problema è che è inutile sperare in una classe politica autoreferenziale e completamente slegata dalla realtà.
Dopo il voto tutti si affannano a dare la colpa a questo e a quello per l'insuccesso, ma nessuno riesce a fare un'analisi seria degli errori fatti.
Il calderone del PD, all'insegna del "dentro tutti" ricrea la fotocopia di tutti gli errori del centrosinistra e raccatta un'altra accozzaglia di interessi contrastanti, da una certa sinistra (che faccio sempre più fatica a chiamare sinistra) ai teodem della Binetti, passando per mine vaganti come i radicali e Rutelli. Che speranza c'è che, alla prova dei fatti, qualcuno non si "chiami fuori" per una cosa, qualcuno per un'altra e tutto venga nuovamente stravolto, insabbiato, rimandato... o semplicemente cancellato?
Bertinotti dà la colpa del crollo al "voto utile" richiesto dalle 2 forze principali, senza rendersi conto che è stato il settarismo esasperato e la miopia di una frotta di partitini a generare la sfiducia.
Ne ho le palle piene di una classe politica insulsa e incapace di fare gli interessi di una nazione, per inettitudine propria e perché troppo impegnata a pensare al proprio interesse!
Infine nessuno si è reso conto che la società sta cambiando, in peggio, forse anche per questa assenza di riferimenti o per il crescere di questa "civiltà dell'apparire" al posto della "civiltà del fare"
Nessuno ha capito (o hanno fatto finta di non capire) che la "classe operaia" non c'è più... o meglio, i lavoratori hanno perso una coscienza di classe e non si riconoscono più come identità sociale. E' vero che di operai ce ne sono sempre meno ma lo stuolo di lavoratori precari, commesse, operatori di call-center, che non si sporca le mani crede di essere qualcosa di più dell'operaio in tuta blu. Eppure continuano ad essere sfruttati e mal pagati, forse più di prima, proprio perché non sono più capaci di considerarsi una classe e non trovano più un riferimento politico che li possa coinvolgere e organizzare.
Non lo trovano perché tutti i partiti si sono buttati sull'osso di quella che hanno individuato essere la nuova massa elettorale: gente che si è comprata la casa, la macchina e qualche gadget di moda e si illude di essere salita di qualche gradino... salvo poi accorgersi che non arriva più alla fine del mese, perché compra tutto a rate, usa la carta di credito... e crede che i soldi crescano nei bancomat! Però continua a credere di non essere sfruttata e si imbottisce di reality che propinano modelli in cui lavorare è un optional, quasi un hobby e corre dietro a qualsiasi promessa di benessere e di "sicurezza", che tutti i partiti sono ben felici di propinare... tanto le parole non costano nulla!
Invece di rappresentare e organizzare questa realtà dando una guida e un riferimento, si preferisce (o si è solo più in grado di) correrle dietro. Così si continua a proporre tutto e il contrario di tutto, sperando che ciascuno veda solo quello che gli fa comodo e si identifichi col calderone in cui l'ha trovato.
Purtroppo, forse, bisognerà davvero toccare il fondo per rendersene conto! :-(